Chiesa del Purgatorio

Descrizione

Descrizione

Nel centro storico di Agrigento, intorno al 1655, fu eretta la Chiesa di San Lorenzo, detta anche Chiesa del Purgatorio, sui resti di una chiesetta di epoca medievale, dedicata al Santo protettore delle anime afflitte del Purgatorio, a San Lorenzo appunto. Nella trafficata e odierna via Atenea, la chiesa, in stile barocco, non passa inosservata all’occhio del visitatore, attratto dalla doppia scalinata, dall’alta facciata a due ordini e dal portale settecentesco d’ ingresso, incorniciato da colonne tortili e pilastri, disposti accanto ad esse, con statue che allegoricamente rappresentano le virtù teologali, Fede e Carità. In posizione centrale, immediatamente sopra il portale, è presente un medaglione con la Vergine Maria, circondata da figure angeliche e dalle anime supplicanti del Purgatorio. Il secondo ordine della monumentale facciata d’ingresso è abbellito da due statue di santi, posti a fianco di una finestra centrale, collocati su un cornicione, sorretto da due colonne. L’interno, riccamente decorato da stucchi di scuola serpottiana, presenta un’unica navata, affiancata da quattro cappelle, dove ammirare la Deposizione e il Crocifisso, in legno mogano, secentesco, anteriore alla decorazione della cappella omonima, rivestita in oro zecchino da parte dello scultore Pietro Carletto. L’interno è reso altisonante non solo dagli stucchi, ma anche dalle statue che raffigurano le celebri virtù umane: Amore, Carità, Prudenza, Mansuetudine, Semplicità, Giustizia, Religione e Fortezza. Qui si trovano infine i due confessionali secenteschi più antichi della città di Agrigento.

Contatti

Contatti
  • Categoria
    Chiese
  • Luogo
    Agrigento
  • Tags
    chiesa, chiese

Luogo

Chiesa del Purgatorio
Ottieni le direzioni

Contatti

Chiesa del Purgatorio
  • By Polifemo
  • Email: info@seositoweb.it

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

Events

Chiesa del Purgatorio
No Eventi Found

Image of Davide Mauro (Opera propria) [CC BY-SA 4.0], attraverso Wikimedia Commons